Vittime del dovere

Con il termine vittime del Dovere vengono indicati generalmente gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, Forze Armate e magistratura, caduti o rimasti feriti nell’adempimento dei propri compiti istituzionali.

Chi opera nel comparto sicurezza è spesso sottoposto a rischi molto alti e il contrasto alle forme più variegate di criminalità, le azioni di soccorso, l’impiego in ambiti nazionali e internazionali, portano molto spesso a conseguenze gravi, se non estreme.

Lo Stato ha previsto una serie di tutele di tipo assistenziale come gesto di riconoscimento in favore di coloro che, in particolari condizioni, si ritrovano ad aver subito una lesione o un’infermità a causa del servizio prestato alla nazione. Le medesime provvidenze spettano ai familiari di coloro che per quel servizio hanno sacrificato la propria vita.

La normativa però non è sempre lineare e, oltre a prevedere espressamente alcune ipotesi specifiche, ha subito molte modifiche, stratificandosi e creando problemi di collegamento tra norme succedutesi nel tempo.

L’aspetto umano della vicenda richiede tempestività e sensibilità, poiché la tutela delle vittime, che molto spesso non consce i diritti spettanti, è di prioritaria importanza.

Le procedure peraltro, molto rallentate e farraginose, non aiutano le vittime, che si sentono abbandonate e incomprese.

Proprio per la particolarità della materia e delle situazioni che si devono affrontare è richiesta una profonda conoscenza della normativa, della giurisprudenza e delle prassi amministrative, anche locali.

Per questa ragione e sulla base della costante evoluzione giurisprudenziale, è essenziale offrire rapidamente un esame preliminare del caso al fine di valutare l’effettiva possibilità di riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Anche in caso affermativo, non sempre il percorso è lineare e quindi si innesta la possibilità di assistenza sia nella fase amministrativa, sia nella eventuale fase giudiziaria.

Purtroppo la difficile normativa potrebbe richiedere la necessità di un supporto anche nella fase successiva al riconoscimento.

Infatti, a causa della stratificazione normativa e delle differenti prassi amministrative, può risultare necessario sciogliere alcuni nodi circa l’effettivo riconoscimento di tutti i diritti, via via introdotti, e nella richiesta delle singole provvidenze, di competenza congiunta tra Ministeri ed altri Enti pubblici.

Avvocato Sabrina Mariotti

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